Il calcio manca a tutti: dai bambini della scuola calcio ai grandi ma soprattutto a quei dirigenti che mettono passione, voglia e sacrifici economici. Sono loro che fanno camminare una società sportiva la quale, nel mondo di oggi, rappresenta un valore di unione sociale fondamentale nella vita di tutti i giorni.
Il presidente della Polisportiva Monti Cimini Francesco Pecci, dopo essere intervenuto nei primi giorni della pandemia per esprimere la sua vicinanza a tutti i suoi tesserati, torna a parlare e lo fa anche proiettandosi a quel futuro che, per un club dilettantistico, appare nebuloso e pieno d’incertezze. Però lo fa con grande determinazione e voglia di riemergere.

Presidente Pecci, agli inizi della pandemia lei insieme a Gianni Patrizi avevate mandato un bel messaggio ai bambini della scuola calcio: ‘restate a casa che presto torneremo sui campi’. Oggi solo loro a rispondere con un video dove emerge tutta la voglia di tornare a respirare il profumo della Pmc.
“Mi hanno dato la carica. I bambini della Pmc sono stati bravissimi, dalle immagini ho visto che hanno dimostrato di aver rispettato le indicazioni che gli sono state date. Oltre alla voglia di tornare a giocare al calcio è emerso un segnale di rispetto nei confronti della comunità che i genitori gli hanno insegnato. Come società vogliamo farli tornare il prima possibile sui campi di calcio. Un grazie ed un applauso al nostro responsabile della scuola calcio Corrado Trifolelli che è stato vicino alle famiglie ed ai bambini stessi in questi due mesi”.

Speranza di una conclusione della stagione che si affievolisce ormai giorno dopo giorno. Qual è, per il presidente Pecci, la cosa che avrebbe gradito fosse gestita in maniera diversa?
“In realtà ci sarebbe servita più chiarezza già da tempo da chi ci rappresenta. L’avremmo voluta e ci avrebbe fatto piacere. Quello che leggiamo sui giornali ed ascoltiamo in televisione ci ha già fatto capire in che direzione si sta andando. Allo stesso tempo capiamo anche il ruolo politico che assumono in questi frangenti le persone che ci rappresentano e l’impossibilità di prendersi certe responsabilità”.

Forse è il futuro quello che mette più paura alla Pmc ed a tutti i presidenti delle varie società dilettantistiche?
“Sul futuro ci dovrebbe essere un sostegno dalle persone che hanno un ruolo ed una responsabilità in questa fase, e quindi mi riferisco alle istituzioni politiche e calcistiche. C’è da chiarire l’immediato per metterci nelle condizioni di programmare nei prossimi mesi la stagione che verrà al netto delle enormi difficoltà che ci si presenteranno davanti. Poi è evidente che il calcio del futuro sarà diverso da quello che è stato finora. Con due mesi di stop sui fatturati le aziende avranno delle perdite e sarà impossibile per loro fare delle sponsorizzazioni. Speriamo che una società riesca a sfruttare a meglio gli investimenti fatti nei propri settori giovanili. Concludo dicendo che potrebbero esserci ulteriori fusioni ed allargare il nostro settore giovanile a zone limitrofe come lo era qualche anno fa e renderlo adatto a fare poi campionati di Eccellenza e Promozione con le proprie forze. Di possibilità per rimborsi ai giocatori che arriveranno da fuori ce ne saranno sempre meno”.
Ufficio Stampa Pmc

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